Torna a Roma, dal 4 all’8 dicembre 2025, Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. E lo fa non solo per celebrare i libri, ma per interrogarci su un dualismo che definisce la nostra epoca.
Siamo ancora capaci di desiderare, o ci siamo rassegnati al solo disperare?
Il filo rosso della speranza
L’edizione 2025, in programma al Roma Convention Center – La Nuvola, è un omaggio ai 250 anni dalla nascita di Jane Austen.

Il manifesto di Francesco Chiacchio ritrae i libri come ponti tra le persone.
L’invito della curatrice del programma, Chiara Valerio, è profondo: «Se è vero, come sta scritto in Jane Austen, che desiderare vuol dire sperare, il tema di questa Più libri più liberi è Ragioni e sentimenti: vuol dire cercare di indagare, attraverso i libri, le persone che li hanno scritti e soprattutto quelle che li hanno letti, se siamo ancora in grado di desiderare e cioè di sperare, e non solamente, come pure ci capita, di disperare, tutto attaccato».
In un mondo dominato da algoritmi e reazioni emotive istintive, dove si colloca la capacità di proiettare una speranza lucida e sensata?
Questo è l’interrogativo strategico che l’evento pone al lettore.
Autori come specchi
Il programma dell’edizione 2025 di Più libri più liberi è un laboratorio di consapevolezza che utilizza la letteratura come specchio critico.
- L’Impatto sulla nuova generazione
Con incontri dedicati a voci come Jeff Kinney, autore del Diario di una schiappa, l’attenzione si sposta su come educare i più giovani a gestire il conflitto tra ragione e sentimento fin dalle prime letture. - La mappa delle esperienze interne
Le nuove voci della narrativa italiana, da Gessica Franco Carlevero a Giulia Scomazzon, offrono chiavi di lettura su come il sé si manifesta nel quotidiano, esplorando la complessità delle relazioni, del ricordo e dell’identità. - Il valore della condivisione
Un momento di altissimo significato sarà l’incontro “Sette brevi lezioni di scuola”, che riunirà autori come Viola Ardone ed Eraldo Affinati, per dibattere sul valore della conoscenza condivisa come antidoto alla frammentazione. La ragione, in questo contesto, non è isolamento, ma connessione.
La lucidità contro l’ipocrisia
A chiudere l’edizione, lunedì 8 dicembre, sarà l’ormai tradizionale appuntamento dedicato a Michela Murgia. Questo incontro corale – con voci come Teresa Ciabatti e Loredana Lipperini – non sarà una commemorazione sterile, ma la celebrazione di una lucidità intellettuale e ironica che ha sempre saputo smascherare l’ipocrisia dei sentimenti senza ragione.
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