Derry It

Il recente ritiro del romanzo It di Stephen King dalle piattaforme editoriali russe, a quasi quarant’anni dalla sua prima pubblicazione è un sintomo eloquente del crescente scontro tra la libertà creativa e le logiche del controllo statale.

L’analisi di questo caso si eleva oltre la cronaca per diventare una profonda meditazione sui meccanismi universali della censura e sul ruolo etico dell’orrore letterario.

It è un’opera monumentale, che ha definito il genere horror moderno. Il romanzo è finito nel mirino della macchina censoria russa, non per la sua natura terrificante, ma per la sua scomoda aderenza a specifici temi sociali.

L’analisi che segue traccia l’ombra della repressione, dalle aule polverose delle biblioteche storiche fino alle nuove narrazioni televisive che ri-contestualizzano il male.

I mostri più pericolosi non dimorano nelle fogne di Derry, ma nelle leggi che decidono chi può essere rappresentato e chi deve essere cancellato.

Cronaca di un ritiro annunciato

Stephen King al Toronto International Film Festival 2024. Fonte: Wikipedia.

La notizia del ritiro del capolavoro di Stephen King giunge nel 2025, e segna la fine di una circolazione ininterrotta durata decenni in Russia. Questo atto, tuttavia, non è isolato. Si inserisce infatti in un clima di crescente pressione e scrutinio sull’editoria indipendente e sulla libertà di espressione nel Paese.1

È fondamentale contestualizzare l’incidente editoriale all’interno del quadro geopolitico. L’autore stesso aveva già assunto una posizione politica netta: King aveva sospeso la cooperazione con il suo editore russo già nel marzo 2022,2 poco dopo l’inizio dell’offensiva in Ucraina, esprimendo pubblicamente il suo sostegno a Kiev.3

Questa esplicita presa di posizione anti-guerra ha trasformato King, autore di fama mondiale e prodotto di punta per il mercato russo, in un bersaglio culturale e intellettuale.

Il ritiro di It, un’opera così diffusa e popolare, massimizza l’effetto deterrente della macchina censoria. È un bersaglio di alto profilo, per silenziare il dissenso.

La motivazione ufficiale fornita dai distributori e dall’editore principale ha fatto riferimento a questioni procedurali. I marketplace russi come Wildberries e Russ hanno dichiarato di “aderire rigorosamente” alla legislazione nazionale e di non permettere la vendita di “prodotti proibiti nella Federazione Russa”.4

L’editore, da parte sua, ha parlato di un ritiro temporaneo, necessario per “aggiornare l’etichettatura del prodotto” e conformarsi ai nuovi requisiti legali riguardanti gli avvisi sui contenuti e le restrizioni di età.

L’arma della censura ideologica

La prima edizione americana di It (1986)

La vera causa del ritiro risiede nell’estensione, avvenuta nel 2022, di una legge sulla censura che ha avuto un impatto devastante sull’editoria.

Questa legislazione ha ampliato il “divieto di propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” a tutte le fasce d’età, inasprendo la repressione su temi LGBTQ+ e portando a un’ondata di sequestri e controlli nelle librerie.

Prima dell’estensione di questa legge, It era classificato 16+ in Russia. Sotto la nuova normativa, qualsiasi opera che contenga temi legati all’identità sessuale o a materiale esplicitamente sessuale deve essere etichettata 18+ o rischia la rimozione.

Questa etichetta di restrizione, spesso imposta in modo ambiguo e con tempistiche incerte per il rientro in circolazione, funziona di fatto come uno strumento di rimozione permanente, un divieto de facto.

Il bersaglio specifico nel romanzo è stato identificato da diversi commentatori come “menzioni di orientamento sessuale non tradizionale”. Nello specifico si fa riferimento principalmente alla brutale sequenza (presente anche in It Chapter Two) che narra l’omicidio di Adrian Mellon, un uomo apertamente gay.5

Mellon e il suo fidanzato vengono aggrediti da un gruppo di teppisti omofobi a Derry prima che la creatura, Pennywise, finisca Adrian. Questa scena, ispirata a un fatto di cronaca nera avvenuto nella città natale di Stephen King, è una dura condanna della violenza motivata dall’odio.

L’atto di censurare un testo che denuncia la violenza anti-LGBTQ+ per motivi di “propaganda” dimostra un’ironia legislativa e morale.

Le autorità russe non stanno così censurando un messaggio di promozione, ma la rappresentazione della violenza e del trauma subiti da una minoranza.

In tal modo, lo Stato rimuove il racconto critico, rafforzando quell’impulso all’apatia e al silenzio — l’atto di “ignorare la sofferenza altrui” — che è la vera linfa vitale del male nel romanzo stesso.6

Il ritiro del libro, in questo contesto, è un atto selettivo e punitivo, che utilizza la legge ideologica come pretesto legale per colpire l’intellettuale dissidente e massimizzare la repressione del dissenso geopolitico, trasformando una questione di diritti civili in una questione di sicurezza nazionale e purezza culturale.

La storia universale della censura letteraria

Storicamente, la censura è stata uno strumento chiave di repressione politica e ideologica. Basti pensare all’esempio di Madame de Staël, la cui opera De l’Allemagne fu bandita da Napoleone per critica al regime, un chiaro esempio di come il potere reagisca alla messa in discussione della sua legittimità.7

Questa prassi si evolve nella storia in forme anche più distruttive: per esempio i roghi nazisti, in cui il regime si prodigò nel sequestro e nella distruzione fisica di qualsiasi pubblicazione non conforme alle sue idee.8

Anche in contesti apparentemente meno radicali, le autorità hanno sempre cercato di bilanciare il controllo sulla produzione editoriale locale con la sorveglianza sull’introduzione dei testi stranieri.

La letteratura proveniente dall’estero è stata infatti storicamente percepita come un potenziale “vettore di nuove idee e ideali”. E quindi soggetta a esami preventivi e prassi repressive, come accadeva a Milano tra il Settecento e l’Ottocento.9

Le motivazioni addotte per la proibizione dimostrano l’ampiezza delle paure del potere. La logica censoria è identica, sia che si tratti di proteggere l’ordine antropocentrico sia che si voglia difendere l’ordine eteronormativo.

Ad esempio, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie fu bandita in Cina nel 1931 perché, secondo le autorità, attribuire intelligenza umana agli animali equivaleva a denigrare l’essere umano.13 In questo caso, il regime represse un contenuto che minacciava una gerarchia sociale e morale percepita come fragile.

La storia è disseminata di opere bandite per motivi sociali o morali, molti dei quali anticipano la logica applicata oggi a It.

Tra gli esempi si trovano testi fondamentali come Ulisse di James Joyce, proibito per oscenità, Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall, censurato per i suoi temi omosessuali. Ma anche classici distopici come 1984 e La fattoria degli animali di George Orwell, banditi per il loro contenuto sovversivo.

Persino negli Stati Uniti, King è uno degli autori più colpiti dalla censura nelle scuole, dove migliaia di libri sono stati banditi per la rappresentazione di “tematiche delicate” o sessualità esplicita.10

Derry, specchio oscuro dell’America

L’opera di Stephen King, spesso relegata alla letteratura di genere, svolge in realtà una funzione cruciale di cronaca sociale.

It non da semplice racconto di mostri diventa una profonda analisi sociologica della violenza e del trauma infantile in America.

Pennywise, la creatura mutaforma, funge da incarnazione fisica e ciclica della violenza e dell’odio latente nella città fittizia di Derry. Il ciclo di 27 anni secondo cui It si risveglia è il ciclo dell’oblio collettivo, l’intervallo durante il quale la comunità adulta, affetta da apatia, dimentica i crimini e la sofferenza dei bambini.

Il romanzo stabilisce esplicitamente che l’orrore umano è il nutrimento e il precursore dell’orrore alieno. L’omicidio di Adrian Mellon è un crimine generato dall’odio dei residenti di Derry, un male che la creatura sfrutta per amplificare la paura e indebolire la comunità. Questa scelta narrativa pone la responsabilità morale del male direttamente sulla negligenza e l’odio sistemico degli esseri umani.

King stesso ha spesso riflettuto sul rapporto tra la sua opera e la violenza reale. Pur riconoscendo che la letteratura o la musica (citando Marilyn Manson o i Metallica) non causano direttamente la violenza, egli ammette che queste possono “agevolare impulsi già presenti a venire alla luce“.

Stephen King ha identificato la vera radice del problema della violenza in America nella “facile reperibilità delle armi” e nella diffusione di una “cultura della violenza”.

La narrativa di Stephen King si muove in uno spazio critico che utilizza il fantastico per analizzare la disfunzione sociale e il trauma.

La recente serie prequel It: Welcome to Derry presenta un’estensione narrativa e concettuale degli stilemi tipici delle opere di King. Nello specifico, si tratta di una vera e propria ricontestualizzazione critica del mito di Pennywise, ambientata in gran parte nel 1962.

La scelta di questo periodo storico, che precede le grandi rivoluzioni sociali, riflette la volontà di raccontare un’epoca di apparente normalità che però covava le tensioni della Guerra Fredda e l’escalation delle lotte per i diritti civili.

Il team creativo ha scelto di “espandere e ricontestualizzare” il mondo di King con una “cornice storica più concreta”.11 L’orrore cosmico si intreccia con l’orrore storico e sistemico.

La serie esplora la paura collettiva dell’epoca, le tensioni razziali, gli abusi sistematici, l’invasione delle terre indigene e l’uso della paura come arma. Questi elementi aggiungono una profondità essenziale, radicando l’entità mostruosa non solo nella paura individuale, ma nel trauma collettivo.

L’integrazione delle voci marginalizzate

La serie Welcome to Derry può essere interpretata come una storia alternativa degli Stati Uniti. In questa lettura, It non è la manifestazione parassitaria delle sottocorrenti più violente e odiose della nazione, che si rivelano ciclicamente.

A differenza delle interpretazioni precedenti, il prequel integra esplicitamente le voci e le storie delle comunità storicamente ignorate. Vengono esplorate le dinamiche delle tensioni razziali e i riferimenti alle comunità indigene, che si rivelano strumentali nel contenimento di It, un’aggiunta che stratifica l’orrore con la dimensione della storia non raccontata. Inoltre, riferimenti espliciti alla Shoah vengono inseriti per ampliare la nozione di male sistemico e storico.

Questo approccio narrativo risponde, implicitamente, alla logica della censura. Mentre l’autorità russa cerca di cancellare la rappresentazione delle minoranze e della loro oppressione, la serie televisiva affronta questa tendenza globale radicando l’orrore in modo più profondo nelle tensioni sociali (razzismo, abusi, storia indigena).

Il genere horror, popolare e accessibile, si trasforma così in un veicolo per un’analisi sociopolitica acuta, contro il meccanismo, spesso troppo abusato, della censura.

Vuoi scoprire un’altra prospettiva?

Approfondisci il tema della censura in Letteratura nell’articolo di Mariachiara Catillo!

Leggi qui ⬇️
De l’Allemagne: Madame de Staël e la censura napoleonica

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Note e sitografia

  1. Stephen King novel It being withdrawn from sale in Russia — Novaya Gazeta Europe https://novayagazeta.eu/articles/2025/11/20/stephen-king-novel-it-being-withdrawn-from-sale-in-russia-en-news (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  2. Stephen King suspends cooperation with Russian publishing house https://bm.ge/en/news/stephen-king-suspends-cooperation-with-russian-publishing-house/105190 (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  3. Russia, It di Stephen King ritirato dopo 40 anni: “propaganda di relazioni non tradizionali”. La crociata anti-LGBTQIA+ continua. Cfr. https://www.gay.it/russia-it-stephen-king-ritirato-dopo-40-anni (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  4. Stephen King’s ‘It’ disappears from Russian bookstores and online retailers – Meduza https://meduza.io/en/news/2025/11/20/stephen-king-s-it-disappears-from-russian-bookstores-and-online-retailers (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  5. How IT Chapter Two Handles the LGBTQ Themes in Stephen King’s Novel – Time Magazine https://time.com/5669735/it-chapter-2-lgbtq-themes/ (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  6. “IT: Welcome to Derry” Haunts with Social Commentary – LatinaMedia.Co https://latinamedia.co/it-welcome-to-derry/ (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  7. Vedi l’Articolo di Mariachiara Catillo, pubblicato per VIA – Vivere in Alto: De l’Allemagne: Madame de Staël e la censura napoleonica. ↩︎
  8. La censura bibliotecaria nell’Italia fascista e nella Germania del Terzo Reich – Biblioteche Oggi https://www.bibliotecheoggi.it/it/articolo/1584/la-censura-bibliotecaria-nell-italia-fascista (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  9. «Onde impedire l’introduzione dall’estero dei libri proibiti» – OpenEdition Journals https://journals.openedition.org/mefrim/14945 (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  10. Censura nelle Scuole Americane: Oltre 6.800 Libri Banditi, Stephen King tra gli Autori più Colpiti – ERSAF https://www.ersaf.it/edunews/censura-nelle-scuole-americane-oltre-6-800-libri-banditi-stephen-king-tra-gli-autori-piu-colpiti/ (data ultima consultazione: 3/12/2025). ↩︎
  11. It: Welcome to Derry’ Review: A Prequel Drenched in Racial Horror (HBO Max) – Micropsia https://www.micropsiacine.com/2025/10/it-welcome-to-derry-review-a-prequel-drenched-in-racial-horror-hbo-max/ (data ultima consultazione: 3/12/2025) ↩︎

Bibliografia

  • J. Joyce, Ulisse, Feltrinelli, Milano 2021.
  • S. King, It, Sperling & Kupfer, Segrate (MI) 2019.
  • G. Orwell, 1984, Feltrinelli, Milano 2021.

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